sabato 9 giugno 2007

Sprite lancia il suo mobile social network su cellulare

Quando ancora poche società investono in mobile marketing, Sprite lancia una mobile community per adolescenti. Il sito mobile di social network, always on, permetterà agli adolescenti di fare tante attività, suddivise in 5 aree. Nella sezione Pix gli utenti possono condividere le proprie foto e vedere e commentare quelle degli altri. Scribbles è invece una sorta di message board o chat room dove gli utenti potranno comunicare tra di loro. Souts è invece un sistema di messaggistica sms e email, mentre nella sezione Planner i ragazzi possono pubblicare la propria agenda per mostrare a tutti i coetanei i loro impegni. Infine nell'area Nuggets gli utenti possono scaricare gadget mobile con cui personalizzare il proprio cellulare, come suonerie e giochi, cui hanno accesso grazie a dei codici trovati sulle bottiglie di Sprite. E sono proprio le bottiglie di Sprite il principale strumento promozionale per questa iniziativa, dato che non sono previste campagne per spingere il mobile site. Il primo paese in cui è stato lanciato il sito è la Cina, mentre entro fine giugno sarà la volta degli USA. E Sprite, in caso di successo, non esclude di replicare la stessa iniziativa anche in altri paesi.

venerdì 8 giugno 2007

Pubblicità online in USA è 2 volte quella europea

In una ricerca frutto della collaborazione con PriceWaterhouseCooper, IAB Europe indica in 8 miliardi di euro il fatturato totale generato in Europa dall'online advertising nel 2006. Il mercato europeo della pubblicità su internet è stato trainato da UK, che ha generato il 39% di tutto lo spending del continente, seguito da Germania, con il 22%, e da Francia, con il 15%, mentre l'Italia è al di sotto del 10%. Sempre secondo questa ricerca, il 45% del fatturato di online advertising europeo riguarda la pubblicità sui motori di ricerca, seguito da un 31% di display advertising (banner), da un 22% di classified advertising, e da un 1,6% di email marketing. E' interessante notare che in USA quasi la metà del fatturato europeo di tutto il 2006 è stato raggiunto solo in un trimestre, il primo del 2007, che ha fatto registrare sul mercato statunitense investimenti pari a 4,8 miliardi di dollari. Quindi il mercato dell'online advertising americano viaggia a una velocità doppia rispetto a tutto il mercato europeo.

mercoledì 6 giugno 2007

Google spinge sull'audio advertising

Google accellera sul versante dell'audio advertising. Infatti entro fine giugno dovrebbe allargare a tutti i clienti statunistensi della piattaforma Adwords la possibilità, cui per ora hanno accesso solo il 50% della customer base, di comprare anche pubblicità audio da trasmettere in automatico nelle radio. La piattaforma di audio advertising targata Google ha alla base la tecnologia della società dMarc Broadcasting, che Google aveva acquisito l'anno scorso per 100 milioni di dollari. Per spingere sempre più aziende a provare la nuova pubblicità contestuale in formato audio, Google offre un bonus di 400 dollari alle aziende che per prime adottano il nuovo sistema. Per usufruire di questo bonus le aziende devono creare uno spot da 30 secondi con il sistema Google's Ad Creation Marketplace, e lanciare lo spot a partire dal 30 giugno.

martedì 5 giugno 2007

Lala.com, il nuovo sito per ascoltare musica gratis

Lala.com, una start-up della Silicon Valley, lancerà un nuovo servizio online per scaricare, uploadare e condividere musica gratis. La ferma convinzione alla base del business plan è che il download e l'ascolto gratuito dei brani musicali incentivino gli utenti a comprare i brani preferiti. Secondo le stime della società infatti, il 30% degli utenti che faranno il download gratuito, procederanno anche all'acquisto dei brani. Infatti i ricavi per Lala.com, che non ospiterà neanche la pubblicità sul proprio sito, dovrebbero arrivare proprio dalla vendita dei brani conseguente ai download gratuti. Per prevenire la distribuzione illegale, la giovane società statunitense permetterà il download gratuito solo su iPod. Lala è uno dei pochi servizi non Apple ad offrire compatibilità con iPod. I clienti di Lala.com possono anche usare Itunes. I primi brani scaricabili con questo nuovo servizio su Lala.com saranno quelli degli artisti della Warner Music Group, che venderà canzoni ed album privi del software di protezione, conosciuto come digital rights management. Ma la start-up sta portando avanti trattative anche con altre case discografiche per ampliare la propria offerta.

lunedì 4 giugno 2007

Google digitalizzerà anche la cultura indiana

Google ha messo a disposizione la propria tecnologia per digitalizzare i circa 800.000 libri e manoscritti di proprietà della Mysore University di Karnataka, tra cui testi antichissimi che risalgono al quarto e all'ottavo secolo. Quest'iniziativa mira a preservare il ricchissimo patrimonio indiano e a offrire la possibilità di consultare anche online libri di ayurveda, medicina, matematica, scienza, astrologia ed economia. Il materiale digitalizzato verrà registrato con una licenza e messo a disposizione degli utenti di Internet che ne avranno l'accesso libero e a costo zero. In cambio Google disporrà di collegamenti gratuiti al materiale. L'accordo permetterà a Google di diventare porta d'accesso a parte della cultura orientale, allo stesso modo in cui la società di Mountain View in USA si sta proponendo come canale d'accesso alla cultura occidentale in USA attraverso accordi con le più importanti biblioteche statunitensi. Se queste iniziative contribuiscono sicuramente a facilitare l'accesso alla cultura e al sapere da parte di tutti, dall'altra si spera che l'unicità della tecnologia che sta permettendo questo un po' in tutto il mondo non diventi a sua volta un vincolo monopolistico in grado di ostacolare una diffusione veramente democratica del sapere.

sabato 2 giugno 2007

Corporate blog solo per il 5% delle aziende

Si parla sempre di più dei blog, che crescono a un ritmo vertiginoso, anche in Italia, ma se si entra nel mondo "business", allora essi rappresentano ancora una realtà embrionale. Infatti, secondo una ricerca della Lewis global Pr, solo il 5% delle aziende mondiali dispone oggi di un corporate blog, ossia di una sorta di "diario aziendale" in rete. All'Europa spetta la percentuale più bassa di utilizzo del corporate blog, con un 2,%, contro il 5,5% dell'Asia e il 14% degli USA. Sono diverse le ragioni che potrebbero spiegare questo ritardo dell'Europa e quindi anche del nostro paese. Una di queste è sicuramente la difficoltà e la lentezza delle aziende europee a percepire i benefici conseguibili con un blog aziendale, anche per il fatto che, a differenza di tutte le altre attività di web marketing, questi benefici nel caso dei blog non sono immediatamente misurabili. Una seconda ragione potrebbe risiedere nel fatto che non esistono ancora best practice cui far riferimento e che spronino quindi le imprese a entrare pro-attivamente nella rete. A queste ragione si può aggiungere anche la tradizionale cautela che accomuna noi europei nell’adozione delle nuove tecnologie, cosi come il senso di insicurezza che deriva alle aziende dal fatto di non sapere bene come gestire i feedback e i commenti anche privati degli utenti che si decidono a dialogare con l'azienda. E' forse questa mancanza di coraggio a navigare completamente "in mare aperto" a tu per tu con i consumatori che usano il web, l'ostacolo principale alla diffusione del corporate blog come strumento di comunicazione aziendale.

venerdì 1 giugno 2007

Accordo YouTube-Emi Group

Non più solo user generated video su Youtube. Il sito di Google infatti ha firmato un accordo con la major discografica Emi Group per consentire ai suoi utenti l'accesso ai video musicali degli artisti dell'etichetta. Gli utenti di YouTube potranno non solo guardare i video autorizzati e ascoltare i brani degli artisti di Emi, ma anche inserire parti di questi video negli spazi riservati ai contenuti creati dagli utenti su YouTube. Con quest'accordo YouTube si assicura la partnership delle 4 più importanti major mondiali. Questi accordi sono un po' come l'arcobaleno alla fine di una tempesta, dato che arrivano dopo che per anni le major s'erano battute contro YouTube, che, a detta loro, consentiva agli utenti di copiare i contenuti coperti da copyright. Anche se molto lentamente, sembra che le case discografiche stiano iniziando a percepire e a trattare le potenzialità inarrestabili della rete non più come pericoli ma come opportunità.