mercoledì 8 luglio 2009

Bing, decollo in rete per volare sul mobile?

Da qualche mese in rete circa 1 miliardo di internauti effettua ricerche utilizzando un nuovo motore di ricerca. Il suo nome è Bing, ed è il nuovo motore di ricerca che Microsoft ha lanciato per cercare di erodere fette di mercato nel campo della pubblicità online, in cui la search paid advertising registra i trend di crescita più interessanti. Secondo i dati di ComScore, il nuovo motore di ricerca effettivamente, da aprile a giugno, è riuscito a far salire la quota totale delle ricerche USA fatte con Microsoft, dall'8,2% al 12,1%, una percentuale sempre distante dal 65% delle ricerche effettuate con Google, ma comunque un piccolo segno incoraggiante per l'azienda di Redmond. Chissà quanto di questo piccolo successo è stato dovuto al nuovo nome, svincolato dagli altri brand noti della casa madre. Ma il futuro di Bing sembra già orientato molto verso il mobile. Secondo Scott Howe, responsabile Advertising di Microsoft, il budget per la mobile advertising tra 5 anni costituirà il 5-10% del fatturato totale del mercato pubblicitario. Sempre tra 5 anni, secondo un recente report della Ineum Consulting, la pubblicità mobile varrà 28 miliardi, dopo una cavalcata trionfale a tasso annuale di crescita intorno al 45%. Questa crescita, secondo gli esperti, sarà graduale, legata alla diffusione degli smartphone e significativa soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove si usano più cellulari che computer. Come sempre, anzi più di sempre, in tempi di crisi, sono previsioni da prendere con molte molle.

mercoledì 1 luglio 2009

Estensioni di dominio personalizzabili dall'anno prossimo

A sentirla cosi potrebbe sembrare una di quelle novità foriere di grandissimi cambiamenti, ma poi basta andare a vedere i costi, e la notizia viene subito ridimensionata. Si parla della novità annunciata dall'Icann, la società che gestisce l'assegnazione dei domini, secondo cui dall'anno prossimo si potranno acquistare anche domini con estensioni personalizzate e non più predefinite, come lo sono oggi le estensioni .com, .org, .net e altre ancora. Si potranno pertanto avere dei domini che finiscono con il nome di un'azienda, di un settore merceologico, di un prodotto, di una città, di una regione, e cosi via. Novità che sembra preludere a un incremento infinito ai domini esistenti in rete. A ridimensionare però l'impatto di questa novità, e quindi l'incremento dei domini, sarà il costo, a oggi fissato a 185.000 dollari. Il timore che una moltiplicazione all'infinito dei domini possa ripresentare, amplificato, il problema della brand protection e il giro di affari della compravendita di domini simili a quelli dei brand più noti, sembra non ci debba essere, in quanto Icann ha annunciato che sarà proprio impossibile acquistare domini contenenti parole simili a brand, aziende o prodotti famosi. Nel caso ci siano diversi enti, per esempio una città e un'azienda, in competizione per un'estensione personalizzata, si prevede che sarà un'asta al rialzo a decidere. Tutto a favore dell'Icann, che, dopo aver speso 10 milioni di dollari per questa operazione, beneficierà degli alti costi di acquisto di questi domini, dato che si prende una percentuale sulla vendita di ogni dominio, indipendentemente dal fornitore nazionale particolare.

mercoledì 24 giugno 2009

Come usano internet gli eurodeputati?

L'agenzia di PR e comunicazione Fleishman-Hillard ha condotto un'inchiesta su 110 europarlamentari rappresentanti di 26 paesi membri dell'Unione Europea per cercare di capire come i deputati seduti nel parlamento europeo utilizzano la rete e le nuove tecnologie digitali. I dati emersi dimostrano che, a parte l'utilizzo dei motori di ricerca per trovare informazioni su questioni legislative (che interessa il 93% degli eurodeputati), e a parte l'uso di un proprio sito internet per comunicare con i cittadini europei (uso che viene fatto dal 75% dei parlamentari europei), per il resto i rappresentanti parlamentari del popolo europeo non usano molti degli strumenti più innovativi di comunicazione che la rete offre. Infatti più di un terzo degli intervistati non usa e non ha intenzione di usare in un prossimo futuro, piattaforme di social networks e di video sharing, e non ha un blog personale. Il blog personale per comunicare con i cittadini europei viene usato frequentemente solo dal 24% degli eurodeputati. Ma anche uno strumento non più giovane come la newsletter, utile per tenere informati i cittadini su attività e comportamenti dell'europarlamentare, viene usato solo da circa la metà dei deputati europei. Un altro dato interessante è che il 62% degli europarlamentari non conosce Twitter e non ha nessuna intenzione di utilizzarlo in futuro. Ancora, solo il 33% degli europarlamentari sostiene che la pubblicità online sia efficace nei confronti degli elettori, contro un 57% che ha più fiducia nella pubblicità tv. La ricerca indica anche che comunque l'uso della rete e dei suoi strumenti e ambienti comunicativi sta crescendo, e che ciò rappresenta un'enorme potenzialità per la trasparenza e la conoscenza dei lavori del parlamento europeo. Qui è possibile avere altri dettagli sui risultati della ricerca.

mercoledì 17 giugno 2009

Hackmeeting a Milano, per una diversa e nuova cultura digitale

Si terrà a Milano dal 19 al 21 giugno l'Hackmeeting, una serie di incontri e momenti di scambio sulle varie forme di open economy e open knowledge, dedicato a tutti coloro che credono che la rete apra nuove opportunità di formazione e condivisione della conoscenza e di organizzazione economica e sociale. L'incontro, che si ripete a Milano dopo 10 anni dalla sua ultima edizione meneghina, prevede anche alcuni giorni di warm up, con incontri nei poli universitari della città dedicati al p2p, ai tentativi di controllo della rete, al fenomeno della paura sociale che spinge verso un sempre più soffocante controllo della libera espressione in rete, e ad altri temi ancora. Durante l'Hackmeeting non si parlerà solo di open economy applicata al file sharing e al p2p, ma anche di nuove esperienze che essa genera in altri ambiti, come quello dell'open design e dell'open modeling o come quello dell'ecohacking, un modello di vita economica e sociale ecologico e basato sullo scambio orizzontale di beni. L'Hackmeeting è un evento autogestito e oltre ai momenti di dibattito e scambio culturale, ci saranno anche momenti di festa, di musica e di gioco. Per chi fosse interessato a partecipare, su questo sito è possibile consultare il programma completo dell'evento.

mercoledì 10 giugno 2009

Un partito per difendere la libertà della rete nel parlamento europeo

Per la prima volta nel Parlamento europeo, ma è una novità assoluta politica in generale, siederà un parlamentare candidatosi appositamente per difendere la libertà della rete, il filesharing, e per promuovere un ripensamento del concetto di copyright ai tempi di Internet. Il suo partito si chiama PiratPartiet, il Partito Pirata, e il suo leader è Rick Falkvinge. In campagna elettorale hanno promesso di ridurre la durata del copyright sul diritto d'autore, di abolire il sistema dei brevetti e di combattere contro la repressione del filesharing e ogni tentativo di controllo della rete, di cui c'erano state delle avvisaglie preoccupanti in Svezia, con una condanna a un anno di prigione per 4 responsabili di un sito svedese di scambi di file multimediali. E alle elezioni europee gli svedesi hanno premiato questa lotta per la libertà della rete, dando più del 7% di preferenze al nuovo PiratPartiet, quantità di voti sufficienti per far andare in Parlamento Europeo uno dei candidati del partito. Ora tutti gli europei che hanno a cuore la libertà della rete e credono in una conoscenza libera e condivisa aiutata da Internet, hanno un loro rappresentante al Parlamento europeo. Alla domanda sul perché di un cosi grande successo pare che il leader del PiratPartiet abbia risposto dicendo che gli svedesi si sono cosi ribellati alla nuova legge che in quel paese consente ai titolari dei diritti d'autore di individuare e tracciare gli indirizzi IP dei presunti responsabili del download illegale.

mercoledì 3 giugno 2009

Google Wave, la nuova piattaforma nel cantiere di Google

Google ha incominciato a parlare del suo nuovo servizio Google Wave, che si propone di offrire agli utenti un ambiente web in cui vengono unite molte delle funzionalità messe via via a disposizione da Google per la comunicazione online: l'email, l'instant messaging, il social network, e la possibilità di creare documenti condivisi e gruppi online con cui portare avanti un processo di conoscenza collaborativa. Già in Gmail vi sono molte di queste funzioni, ma Google Wave promette di essere la nuova piattaforma web della società di Mountain View più completa. In Google Wave infatti gli utenti potranno scambiarsi email, documenti, mappe, link e creare gruppi di discussione per interagire con chiunque. Viene introdotto poi il concept di wave. L'utente potrà creare un wave aggiungendo i suoi contatti, permettendo loro di arricchire il contenuto del wave, replicare agli interventi altrui, modificare e aggiungere testo, foto e gadget e altro ancora. I nuovi elementi di questa piattaforma si chiameranno wave, wavelet, blip, tutti elementi in continua evoluzione e cambiamento grazie alla loro condivisione. Due novità interessanti di Google Wave promettono di essere i gadget, simili a quelli che si possono già inserire nella propria pagine di iGoogle, e i robot, entità autosufficienti che potranno fornire al gruppo informazioni in maniera automatica. Si tratta quindi di un vero e proprio desktop condiviso con al suo centro la comunicazione istantanea con gli altri utenti. Il tutto, come nella tradizione di Google, è basato su un codice open source, che permetterà agli sviluppatori di creare nuovi elementi da aggiungere nel proprio ambiente Wave. Per iniziare a capire meglio cosa sarà l'ultima innovativa applicazione di Google, qui è possibile vedere un video di presentazione e acquisire altre informazioni, mentre il servizio, da ciò che fa sapere Google, sarà disponibile agli utenti a partire dalla fine del 2009.

mercoledì 27 maggio 2009

Gli internauti europei non conoscono il 99,9 per cento del web.

Microsoft ha recentemente commissionato un'indagine sul consumo di Internet in Europa alla società SurveyShack. Dai dati che emergono dalla ricerca forse il più interessante, e quello che fa riflettere di più, è relativo alla nostra conoscenza di Internet. L'indagine infatti afferma che ben il 99,9% dello spazio Internet è sconosciuto agli internauti europei. Ossia quasi tutte le pagine e i documenti presenti nel web non vengono mai visti dagli utenti in Europa. Ciascun internauta del Vecchio Continente infatti visita, in ogni sessione di navigazione, al massimo 6 siti internet, e il 74% degli intervistati ha affermato che per ogni 10 siti cui accedono, quelli che visitano per la prima volta sono solo 3. Questo dato sulla scarsissima conoscenza di quello che c'è in rete, riflette effettivamente i dati presenti nelle ricerche sull'uso dei motori di ricerca, sempre più punto di partenza delle sessioni di navigazioni. Secondo queste ultime ricerche infatti, spesso gli utenti si fermano alla prima, o al massimo alle prime 3 pagine del motore di ricerca quando cercano qualcosa e quindi, spesso, su centinaia di migliaia, o addirittura su milioni di pagine web, essi guardano e "scoprono" solo qualche o qualche decina di siti. Si potrebbe dire: Internet, questo grande sconosciuto. E anche il fenomeno dei social network non sembra aiuti gli utenti a conoscere di più la rete. Forse usando di meno i motori di ricerca e navigando la rete con lo spirito dei vecchi esploratori, saremmo in grado di conoscere di più ciò che ci offre Internet e coglierne e sfruttarne meglio le potenzialità, soprattutto di conoscenza.