giovedì 16 giugno 2011
Facebook a quota 700 milioni di utenti registrati nel mondo
Secondo quanto si afferma sul sito di Socialbakers, una società specializzata in analisi e statistiche sui social media, Facebook ha raggiunto quota 700 milioni di utenti registrati nel mondo. Come si può vedere dal grafico presente in questa pagina, la crescita di Facebook nel tempo, dal 2009 a oggi, è stata abbastanza costante e lineare, facendo aumentare la base utenti del noto social network di più di 400 milioni nel giro di 20 mesi. Se dovesse continuare lo stesso trend di crescita avuto nei mesi passati, secondo le previsioni di Socialbakers, Facebook dovrebbe raggiungere quota 1 miliardo di uteni registrati nei mesi estivi dell'anno prossimo, giugno-luglio 2012. La crescita degli ultimi mesi del social network è stata spinta soprattutto dalla sua diffusione in paesi emergenti quali Brasile e India, che s'è attestata al 5° posto della particolare classifica dei paesi con più registrati a Facebook; classifica che vede gli USA al primo posto con 150 milioni di registrati circa, l'Indonesia al secondo posto con circa 38 milioni di registrati, il Regno Unito al terzo posto con quasi 30 milioni di utenti, seguito appunto dall'India.
mercoledì 8 giugno 2011
Bottone +1: la sfida di Google a Facebook
Nuova sfida di Google a Facebook per tentare di contrastare il predominio assoluto di quest'ultimo nell'ambito di social network e suggerimenti degli amici. Si chiama +1 ed è la versione googleana del Mi piace di Facebook. Lanciato a marzo per i risultati di ricerca, organici e a pagamento, da pochi giorni Google da anche la possibilità di implementare il bottone +1 anche sul proprio sito web, proprio come si fa ormai da più di un anno con il più noto bottone di Facebook. Qui è possibile acquisire le informazioni e le istruzioni utili per pubblicare il bottone di Google sulle pagine del proprio sito, oltre che guardare il video di presentazione e leggere le faq per capire meglio come funziona. A livello internazionale Google ha scelto dei grandi partner online per il lancio, tra cui i siti di Mashable, TechCrunch, Reuters e Washington Post, su cui è quindi possibile vedere il bottone già pubblicato. In questo modo, quando l'utente cliccherà sul bottone +1 di una pagina web, aumenterà di 1 il numero di preferenze espresse su quella pagina web con il bottone di Google e, nel caso in cui l'utente dia il consenso a mostrare le sue informazioni personali con il click sul bottone, tutti gli altri utenti potranno vedere chi ha cliccato sul bottone +1 di quella pagina; la segnalazione del click di quell'utente sul bottone +1 dovrebbe comparire anche sul link a quella pagina presente sulle pagine dei risultati di ricerca di Google, sia esso un link organico o un link a pagamento, a coloro che risultano essere, secondo i contatti di Google Profiles, le persone connesse all'utente; la visualizzazione dei +1 sul motore di ricerca per ora avviene solo sulla versione .com inglese di Google; comunque con questa mossa è chiara la risposta di Google agli annunci pubblicitari di Facebook Ads, chiamati Sponsored stories con notizia sulla connessione, dove negli annunci si mostrano gli amici che hanno cliccato sul Mi piace della pagina promossa. Attualmente le informazioni relative all'utente che clicca sul bottone +1 sembra si possano vedere solo se si naviga dopo aver effettuato l'accesso a un proprio account Google, ma probabilmente esse più avanti saranno visibili anche senza l'accesso all'account Google. Ora bisognerà vedere cosa succederà, se il nuovo bottone +1 prenderà piede oppure se gli utenti continueranno imperterriti a usare il Mi piace di Facebook e gli altri bottoni social cui sono abituati; certo che la mancanza di un ambiente social dove poi "raccogliere" questa condivisione è un punto debole di partenza per Google rispetto a Facebook. Altra cosa che bisognerà capire è come i click sul bottone +1 influenzeranno il ranking delle pagine con il bottone sulle pagine dei risultati di ricerca su Google, sia in assoluto che nella visualizzazione personalizzata dei risultati di ricerca che si fa con il proprio account Google, dato che un risultato suggerito da una persona del proprio network probabilmente sarà ritenuta più utile per gli utenti rispetto a un risultato non suggerito, e quindi probabilmente premiata a livello di posizionamento, come del resto Google stesso ha affermato.
mercoledì 1 giugno 2011
La crescita del Cloud Computing
La ricerca di Boston Consulting Group (BCG) di cui ho già parlato nel post di settimana scorsa a proposito degli smartphone in Italia, contiene anche dei dati interessati sulla diffusione e la crescita del cosiddetto Cloud Computing, ossia l'offerta di servizi e programmi fruibili direttamente online senza che sia più necessario installare software dedicati sul proprio pc; questo per alcune attività per cui, fino a poco tempo fa, l'acquisto e l'installazione di un software erano necessari. Ebbene, il giro d'affari di questo settore a livello mondiale sembra attestarsi intorno ai 24 miliardi di euro e si prevede che raddoppi entro il 2013. Nella ricerca citata si distinguono 3 tipi diversi di Cloud Computing: il Software as a Service (SaaS), che consiste nell'utilizzo di applicazioni software in remoto; il Platform as a Service (PaaS), cioé l'utilizzo di piattaforme hardware e software in remoto a supporto di determinati servizi, come per esempio le videoconferenze online, e l'Infrastructure as a Service (IaaS), che consiste nell'uso di hardware in remoto, come per esempio nella memorizzazione di dati. Il successo di questi tipi di servizi è dovuto, secono l'analisi fatta da BCG, a diversi fattori, tra cui la loro scalabilità e flessibilità, l'aumento della loro affidabilità, e il miglioramento della qualità delle connessioni alla rete.
mercoledì 25 maggio 2011
La diffusione e l'uso degli smartphone in Italia
In un'indagine condotta da Boston Consulting Group (BCG) e commissionata da Google, consultabile su questo sito, sono contenuti dati interessanti sulla diffusione e l'uso degli smartphone nel nostro paese. I dati di questa ricerca ci dicono che in Italia vi sono oggi circa 15 milioni di smartphone; due terzi di questi vengono usati per navigare, mentre il 3% degli italiani dotati di smartphone lo usa per fare acquisti; questa percentuale di utenti che fanno mobile commerce potrebbe però crescere in fretta nei prossimi anni, se è vero che, come riporta la ricerca, il 10% dei proprietari di smartphone si dice interessato ad usarlo anche per fare acquisti online. Un altro dato interessante è quello del numero di video scaricati da YouTube su smartphone, sempre dagli utenti italiani: nel 2010 questo numero è triplicato e si è attestato intorno ai 200 milioni. Sono tutti dati che descrivono un popolo italiano attirato dalle nuovissime tecnologie, anche se sappiamo che quando si parla di acquisti online, il nostro paese è quasi sempre stato un po' più lento di altri paesi che hanno una diffusione simile di Internet. La passione degli italiani per le nuovissime tecnologie sembra confermata anche dalla previsione sulla diffusione dei tablet nel nostro paese per i prossimi anni: entro il 2013 si stima che circoleranno in Italia circa 4 milioni di tablet.
giovedì 19 maggio 2011
Gli italiani e l'acesso a Internet
Secondo gli ultimi dati pubblicati da Audiweb, risultanti da un'indagine condotta su un campione di 10.000 utenti rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, e relativa al mese di marzo 2011, sono 34,4 milioni gli italiani che hanno accesso a Internet; si tratta del 71,5% di tutta la popolazione del nostro paese compresa tra gli 11 e i 74 anni, e rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso questo numero relativo all'accesso a Internet risulta aumentato del 7%. Se vogliamo leggere questi dati prendendo come unità le famiglie, ne risulta che 12,8 famiglia italiane, ossia il 60,5% del totale, con almeno un componente tra gli 11 e i 74 anni, ha accesso a Internet. Ma come questi italiani accedono a Internet? La maggior parte di loro si connette a Internet con il computer di casa (32,4 milioni di utenti) e lo fa con un collegamento adsl flat senza limiti di tempo (il 66% delle famiglie del campione); sul luogo di lavoro l'accesso a Internet risulta disponibile solo per il 40,9% della popolazione occupata rilevata con il campione selezionato dall'indagine, circa 9 milioni di utenti, mentre rimangono abbastanza bassi i numeri di persone che ci collegano a Internet da luoghi di studio, circa 3 milioni di utenti, e da altri luoghi quali biblioteche o internet point, circa 2 milioni di utenti. Cresce invece l'accesso a Internet tramite cellulare, di ben il 50,5% anno su anno; oggi più di 7 milioni di persone, pari al 15,2% del campione, si collegano a Internet tramite il loro device mobile.
mercoledì 11 maggio 2011
Skype passa a Microsoft
Sembra che l'affare sia fatto: Skype passa sotto Microsoft. La società di Redmond avrebbe infatti raggiunto un accordo con i proprietari del famoso servizio VoIP per acquisire la società ad un prezzo di 8,5 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra significativa, tenendo conto che Skype l'anno scorso ha fatturato 860 milioni di dollari finendo l'anno leggermente indebitata. Ma indubbiamente Skype rimane uno dei servizi più usati in assoluto in rete a livello mondiale, con una base utenti che può competere con quella di Facebook, essendo costituita da centinaia di milioni di persone in giro per il mondo. Secondo le prime indiscrezioni, Skype diventerà una divisione business di Microsoft e l'attuale chief executive di Skype, Tony Bates, diventerà il presidente della nuova Microsoft Skype Division. Per quanto riguarda gli utenti, da qui a breve probabilmente non cambierà nulla, anche perché l'accordo ora inizia l'iter per l'approvazione definitivo da parte degli organi di garanzia americani. Di certo nel medio-lungo periodo ci si può aspettare una progressiva integrazione di Skype con i vari prodotti Microsoft, tra cui Windows Phone, Xbox, Windows Live Messenger, Internet Explorer e altri ancora, anche se per ora Microsoft ha dichiarato che continuerà a rendere disponibile e supportare la piattaforma VoIP anche slegata dai suoi prodotti.
mercoledì 4 maggio 2011
Delicious da Yahoo ai fondatori di YouTube
Nei giorni scorsi è stata annunciata l'acquisizione di Delicious da parte di Avos, la nuova società dei due fondatori di YouTube, Chad Hurley e Steve Chen. Delicious quindi cessa di essere un servizio di Yahoo!, e in questi due mesi, da qui a luglio, tutti le informazioni e i servizi presenti sul noto sito di social bookmarking saranno spostati sulla nuova piattaforma. Secondo quanto affermato dai nuovi proprietari del sito, il loro scopo è quello di portare Delicious a un "livello successivo", ossia di rendere ancora più facile e più divertente la possibilità di salvare e condividere con gli altri le informazioni che si trovano in rete; per questo sembra che stiano a lavorando a nuove features della piattaforma, anche sulla base dei primi feedback che stanno raccogliendo dagli utenti. L'obiettivo di Chad Hurley e Steve Chen è quello di dare una risposta concreta ed efficace al problema del sovraccarico di informazioni che il web comporta, e i due fondatori di Avos conoscono bene questo problema, avendo creato una piattaforma, YouTube, che s'è trovata a gestire una mole di informazioni video non indifferente. Gli utenti che già stanno utilizzando Delicious, potranno continuare a usare il sito sulla nuova piattaforma senza alcuno stravolgimento delle modalità di utilizzo; basterà semplicemente accettare che venga fatto il passaggio del loro account e dei loro bookmarks da una piattaforma all'altra e accettare i termini di utlizzo del servizio e la policy per la privacy della nuova piattaforma, secondo le indicazioni fornite da Yahoo! o reperibili, in inglese, su questa pagina del sito di Avos.
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