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martedì 16 giugno 2015

Twitter potenzia il blocco degli accounts da parte degli utenti

Già ora su Twitter un utente può bloccare degli accounts che interagiscono in qualche modo con lui e che sono indesiderati. Ma attualmente egli può farlo bloccando individualmente ogni account uno ad uno; per quelli che ricevono tanti messaggi o hanno una grande mole di flusso informativo, questo lavoro certosino può rivelarsi lungo e noioso. Cosi, Twitter ha deciso di dare la possibilità ai propri utenti di bloccare contemporaneamente più accounts indesiderati e di creare delle liste nere dove questi accounts vanno a finire rimanendo bloccati una volta per tutte. Non solo, il potenziamenteo del blocco degli accounts indesiderati passa anche attraverso la possibilità di estrarre queste liste e di condividerle con gli altri utenti, cosi come di importare da altri utenti liste nere fatte da loro. Insomma qualche strumento in più per rendere più "pulita" e più "sicura" la navigazione su Twitter.

martedì 9 giugno 2015

L'ecommerce in Italia nel 2014

Secondo i dati della Casaleggio Associati, l'ecommerce in Italia nel 2014 ha fatto segnare un fatturato di 24,2 miliardi di euro, con un incremento sul 2013 dell'8%. In 10 anni il fatturato dell'ecommerce in Italia è passato dall'1,6 miliardi del 2004 ai 24,2 miliardi del 2014 e la crescita annua è sempre stata in doppia cifra, a parte appunto il 2014 e il 2013, anni in cui s'è avuta una crescita inferiore al 10%. Il settore del tempo libero è quello che ha generato la quota relativamente maggiore di fatturato, con il 49% del totale, di cui il 44% viene dal gioco online, mentre alle sue spalle si è posizionato il settore del turismo, con il 30% del totale del fatturato. Per quanto riguarda le attività di web marketing adottate dalle aziende che fanno ecommerce, nel 2014 il 29% del fatturato è stato investito in keyword advertising, il 21% in SEO, il 12% in social media e un altro 12% in email marketing. Altri dati interessanti che emergono dall'indagine, sono che il 33% delle aziende che fanno ecommerce in Italia vendono anche su grandi marketplace, come Amazon e eBay, che solo il 32% delle aziende di ecommerce ha un sito multilingua, che il fatturato estero rappresenta in media il 31% del fatturato per quelli che esportano i loro beni, e che da mobile viene il 13% del fatturato totale.

martedì 2 giugno 2015

Seconda vittoria legale per l'AdBlock Plus di Eyeo

Per chi non lo conoscesse AdBlock Plus è un software che si può installare gratis sul proprio browser e che permette agli utenti di bloccare le pubblicità troppo invasive, facendo decidere a loro quali pubblicità bloccare e quali mantenere. La società che ha realizzato questo software, la Eyeo, è tedesca, e proprio dalla Germania sono partiti i primi attacchi contro il software, reo, secondo gli editori, di rischiare di ridurre le proprie entrate pubblicitarie, mettendo a rischio il business model più utilizzato sul web, quello fondato sulla gratuità della maggior parte dei contenuti in cambio della pubblicità. Sono stati infatti due in due mesi le cause legali contro l'AdBlock Plus, e in entrambi i casi, i procedimenti avviati si sono conclusi con una vittoria della società tedesca. Il secondo caso risale a qualche giorno fa, quando a far causa contro l'AdBlock Plus di Eyeo sono stati ProSiebenSat1 and IP Deutschland, due società del grande gruppo media RTL. Il Tribunale di Monaco ha deciso che AdBlock Plus è legale e non va fermato. Questo essenzialmente per due motivi, primo perché sono gli utenti a decidere liberamente se installare il software e bloccare la pubblicità invasiva e secondo perché la base utenti che per il momento utilizza AdBlock Plus non è tale da minare il modello di business basato sulla pubblicità dei grandi editori. Inoltre esso non infrange le norme sul copyright perché sta in una decisione libera dell'utente di un sito il bloccare parte della pubblicità visualizzabile sullo stesso, anche se l'editore non è d'accordo con questa scelta. Per il momento quindi, AdBlock Plus può continuare la sua corsa, su sempre più numerosi browser sparsi un po' in tutto il mondo.

lunedì 25 maggio 2015

L'uso dei browser in Italia ad aprile 2015

Secondo i dati di Netmarketshare relativi al mese di aprile 2015, è ancora Internet Explorer il browser più utilizzato dagli italiani, con una fetta di mercato del 43,54%. Il browser di Microsoft è seguito da Google Chrome, che è utilizzato dal 26,56% degli italiani, da Safari, con il 12,69 di marketshare, e da Firefox, usato dal 9,16% degli utenti Internet italiani. Ma se guardiamo i trends dei 4 browsers principali, allora si scopre che Internet Explorer è in declino, essendo passato in un anno dal 48,37% di share al 43,54, mentre in crescita abbastanza costante è Google Chrome, che, rispetto all'aprile del 2014, è passato dal 17,25% di share al 26,56%. In costante decrescita anche Firefox, che è passato in un anno dal 14,12% al 9,16%, e anche Safari ha fatto registrare un leggero calo, passando anno su anno, dal 13,09, al 12, 69.

martedì 12 maggio 2015

A marzo 2015 28,5 milioni gli italiani attivi sul web

Secono i dati Audiweb, a marzo 2015 sono stati 28,5 milioni gli utenti italiani che si sono collegati al web almeno uno volta nel corso del mese, che vuol dire il 52,8% degli italiani dai 2 anni in su, per un tempo mensile di navigazione di 47 ore e 55 minuti. Nel giorno medio sono stati invece 21,5 milioni gli utenti italiani che si sono collegati a Internet e lo hanno fatto in media per circa 2 ore al giorno. Per quanto riguarda i dati mensili, sono stati 26,3 gli utenti che si sono collegati da pc, e 20,3 quelli che hanno navigato da dispositivo mobile; mentre per quanto riguarda i dati del giorno medio, 12,5 milioni hanno navigato da pc, mentre 17,3 milioni hanno utilizzato la rete da un dispositivo mobile; è da notare come in entrambi i casi, sia per i dati mensili sia per quelli relativi al giorno medio, la somma dei due dati, navigazione da pc e navigazione da mobile, non coincidono con i totali degli utenti riportati nelle prime righe di questo post, ma si tratta di una cifra maggiore, in quanto ovviamente vi sono nei conteggi anche quelli che hanno utilizzato sia il pc che il proprio dispositivo mobile, e che per questo motivo sono contati due volte; altro aspetto metodologico importante da rilevare è che, mentre per il pc si considerano gli utenti dai 2 anni in su, per i dispositivi mobili si considerano solo gli utenti che hanno un'età compresa tra i 18 e i 74 anni.

martedì 5 maggio 2015

Alcuni dati interessanti su YouTube

Sono abbastanza significativi i dati che la CEO di YouTube, Susan Wojcicki, ha comunicato al Brandcast di New York, evento organizzato proprio da YouTube per mostrare le opportunità pubblicitarie del sito a più di 2.000 inserzionisti. Secondo questi dati gli utenti giornalieri della piattaforma social di video sono, anno su anno, cresciuti del 40%, e, se si prende lo stesso dato, cioé anno su anno, solo per i dispositivi mobili, allora la crescita è stata dell'80%. L'altro dato interessante è quello che riguarda l'età degli utenti di YouTube; nella fascia tra i 18 e i 49 anni, YouTube attira più utenti di qualsiasi altro network, e questo vale sia per gli utenti che guardano e condividono i video da desktop, sia per quelli che lo fanno solo da mobile. Prendendo spunto dai dati sulla crescita su mobile, un altro rappresentante di YouTube, Robert Kyncl, Head of content and business operations della società, prevede che entro 5 anni la maggior parte dei video che supportano la pubblicità saranno distribuiti su mobile o mediati attraverso i dispositivi mobili. Certo, le previsioni valgono per quello che valgono, ma il trend della crescita mobile di YouTube sembra essere un motivo in più per fare molta attenzione alle declinazioni mobile delle strategie pubblicitarie di ogni azienda che investe in pubblicità digitale.

lunedì 27 aprile 2015

Alcuni interessanti insights sulla pubblicità su YouTube

In occasione del Digital Content NewFronts di IAB, YouTube rivela alcuni dati interessanti sulle potenzialità pubblicitarie dei suoi mezzi. A partire da Google Preferred, che dà la possibilità agli inserzionisti di prenotare spazi pubblicitari all'interno della rosa del 5% dei canali di YouTube più popolari, dove la popolarità viene misurata da un algoritmo che tiene in considerazione visualizzazioni, condivisioni, iscritti,  social embeds e altri dati ancora. Dato il successo del primo anno, Google Preferred sarà esteso dagli USA, dove è partito l'anno scorso, ad altri dieci mercati, e questo perché Google Preferred ha dimostrato, sulla base di circa una cinquantina di casi, una crescita dell'80% nell'ad recall, e del 17% nella crescita della brand awareness; oltre al fatto che la nuova opportunità pubblicitaria ha portato a fare pubblicità su YouTube 30 brands che prima non l'avevano mai fatta. Ma anche per i canali inseriti nella lista di Google Referred vi sono state buone notizie: 45% di crescita media annua negli iscritti ai canali, e 76% di crescita media annua in visualizzazioni. Una ricerca condotta con Compete, ha dimostrato come gli utenti che guardano i canali di Google Preferred è 2,7 volte più probabile che si trasformino in online shoppers, rispetto alla media degli utenti online. Ma per l'occasione del Digital Content NewFronts YouTube ha anche rilasciato alcuni dati interessanti sulla fruizione dei suoi video su mobile, fruizione che ormai interessa circa il 50% di tutte le visualizzazioni dei video di YouTube. Ebbene, questi dati ci dicono che gli utenti che guardano una pubblicità video su dispositivo mobile sono 1,8 volte più propensi a condividere il video rispetto agli utenti desktop; gli utenti mobile sono 1,4 volte più propensi a vedere la pubblicità nei video rispetto agli utenti desktop; circa la metà degli utenti che guardano i video su mobile affermano che essi li aiutano nelle loro scelte d'acquisto nei negozi o sul sito di una determinata marca; la connessione con il brand generata da una pubblicità video vista su mobile è di circa 2 volte rispetto a quella generata con la televisione e di circa 1,3 volte rispetto a quella generata dai video visti su desktop; infine sembra che gli utenti siano più concentrati sui video che guardano quando essi li vedono su dispositivo mobile, rispetto a desktop e tv.

lunedì 13 aprile 2015

Il video-editing su cloud, il prossimo passo di Aframe

Aframe è una start-up con quartier generale a Londra e con altri 3 uffici in 3 diverse città americane: Boston, Los Angeles e New York. Il suo software permette di raccogliere e immagazzinare video ad alta definizione in uno spazio cloud, senza bisogno di scaricare alcun sowftware sul proprio pc. Ora, grazie alla collaborazione con Adobe, Aframe intende lanciare una nuova funzionalità molto interessante: dare la possibilità a tutti coloro che producono contenuti video, dalle televisioni ai piccoli broadcasters fai-da-te, non solo di immagazzinare video sulla "nuvola" di Aframe, ma anche di editarli, sempre nella "nuvola" senza bisogno di avere un software di video-editing installato sul proprio pc. Questa nuova funzionalità sarebbe resa possibile dall'interazione del software di Aframe con quello di Adobe chiamato Adobe Everywhere. Per chi volesse ulteriori informazioni, le può trovare su TechCrunch.

domenica 12 aprile 2015

A Gennaio 2015 28,8 milioni di utenti Internet in Italia

Secondo i dati Audiweb, a gennaio di quest'anno sono stati 28,8 milioni gli italiani che si sono collegati alla rete almeno una volta nel corso del mese. 26,6 milioni si sono collegati da pc, mentre 20,3 milioni da un dispositivo mobile. Ma gli utenti che navigano in un giorno medio calano a 22 milioni circa, tra questi 17,6 si collegano da device mobile, mentre 12,6 da pc. Come si può vedere sono tanti gli utenti che ormai usano il doppio dispositivo per navigare sul web, e crescono gli utenti che utilizzano solo il dispositivo mobile, che risultano essere stati a gennaio 9,4 milioni. Per quanto riguarda il tempo di navigazione in un giorno medio un utente sta online 2 ore e 4 minuti, mentre mensilmente il dato è di 48 ore e 50 minuti.

venerdì 10 aprile 2015

In Italia compra online quasi la metà degli utenti Internet

Secondo il 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, a fare acquisti online è ormai quasi la metà di tutti gli italiani che navigano sul web. Per la precisione 15 milioni di utenti, ossia il 43,5% di tutti gli utenti Internet. Ma perché tutti questi italiani comprano online? Il motivo principale è il risparmio che si può ottenere rispetto allo shopping off line, motivo valido per il 37,1% degli intervistati; a seguire la comodità dell'acquisto online, per il 32,8%, la semplicità delle procedure per fare shopping sulla rete, per il 19,8%, la maggiore efficacia dell'acquisto online (più scelta, più informazioni sui prodotti, possibilità di confronto diretto tra diversi prodotti), per il 12,8%, e, infine, un 7% compra online semplicemente perché è più divertente. E tutti quelli che ancora non comprano online da cosa sono tenuti lontano? Per il 28,7% dal rischio di truffe, mentre per il 23,2% lo shopping online è un'attività più fredda rispetto all'acquisto off line presso un negoziante, e, infine, il 21,8% degli intervistati ha timori relativi alla consegna (ritardi o consegna di prodotti sbagliati).

mercoledì 8 aprile 2015

Il nuovo "retweet con commento" di Twitter

Twitter lancia una nuova funzionalità, attiva e funzionante per ora solo su web da pc e da cellulari con sistema operativo iOs, in attesa che essa venga attivata anche per tutti gli altri dispositivi mobili. Si tratta di retweet con commento, uno spazio aggiuntivo di 116 caratteri per chi vuole commentare un altro tweet e non soltanto retweettarlo. Per citare e insieme commentare un tweet di un altro utente, basterà premere un pulsante, mentre prima solo per citare un altro tweet, bisognava fare copia e incolla dell'url del tweet citato; ora invece, cliccando su retweet appare un pop-up che mostra l'url del tweet che si vuole commentare e il box da 116 caratteri utilizzabile per il commento. In questo modo Twitter sembra inseguire Facebook sull'aspetto dei commenti a quanto espresso da altri utenti, anche se per ora lo strumento sembra essere ancora molto limitato rispetto al flusso dei commenti che si può generare su una opinione scritta su una pagina Facebook. D'altra parte la differenza strutturale tra sito di microblogging e social network non è cosi banale, e vedremo se questa nuova funzionalità aumenterà l'aspetto social di Twitter.

martedì 6 agosto 2013

Il fatturato della pubblicità online in Europa nel 2012 a 24,3 miliardi di euro

Secondo i dati di IAB Europe nel 2012 il fatturato della pubblicità online a livello europeo è stato di 24,3 miliardi, in crescita dell'11,5% rispetto all'anno precedente. Di tutti questi soldini, quelli generati in Italia sono stati meno del 6% del totale, e cioé 1,4 miliardi di euro circa. Il paese europeo che ha fatto registrare il fatturato più alto nel mercato della pubblicità online è stato il Regno Unito, con 6,6 miliardi, pari a circa il 27% del totale. Dietro il Regno Unito, Germania e Francia, rispettivamente con un fatturato di 4,6 e 2,8 miliardi di euro. Rispetto al 2011, i paesi che hanno visto crescere di più il mercato della pubblicità online sono stati Russia e Turchia, rispettivamente con una crescita anno su anno del 34% e del 30%. Il canale pubblicitario della rete in cui s'è investito maggiormente è stato quello dei motori di ricerca (leggi Google), che ha mosso un giro d'affari di 11,9 miliardi di euro (cioé quasi la metà di tutto il fatturato europeo della pubblicità online), con una crescita rispetto al 2011 del 15,5%. Segue la display advertising (banner) che ha generato un fatturato complessivo di 7,8 miliardi di euro, con una crescita anno su anno del 9,1%. La pubblicità nei siti di annunci e nelle directories ha invece generato un fatturato di 4,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,3% rispetto al 2011. Infine vi sono due canali pubblicitari più recenti che hanno fatto registrare fatturati ancora sotto il miliardo di euro, ma che hanno segnato le crescite annuali più significative: la video advertising, che ha generato un fatturato di 661,9 milioni di euro, con una crescita del 50,6% rispetto al 2011, e la mobile advertising, che ha prodotto un fatturato di 392 milioni di euro, con una crescita sull'anno precedente del 78,3%.

sabato 27 aprile 2013

Utenti Internet da pc in Europa, alcuni dati

In questo post riporto alcuni dati relativi all'utenza internet europea risultanti da due ricerche ComScore. In Europa gli utenti internet che hanno navigato online da pc (particolare da tener conto, in quanto esclude gli utenti che hanno navigato solo da device mobile), sono stati, a dicembre 2012, 408,3 milioni, un numero che rappresenta una crescita del 7% rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda la tipologia di siti più visitati, in crescita il traffico di utenti europei sui siti di news (+10% rispetto all'anno precedente) e sui siti video (+5% rispetto all'anno precedente, anche se questo dato riguarda solo UK, Germania, Francia, Spagna e Italia). Il paese con l'utenza internet più giovane risulta essere la Turchia, dove circa il 70% degli utenti internet ha un'età inferiore ai 35 anni. Infine un dato interessante che riguarda la fruizione della pubblicità display (banner) a livello europeo: un terzo delle impression dei banner pubblicati sui vari siti non hanno coinciso con reali visualizzazioni da parte degli utenti, e quindi è come se un terzo dei soldi pagati dagli inserzionisti per far vedere i propri banner fosse stato speso inutilmente.

giovedì 25 aprile 2013

Utenti Internet da pc in Italia a quota 28,6 milioni a febbraio 2013

Secondo gli ultimi dati Audiweb, relativi a febbraio di quest'anno, gli utenti internet italiani che hanno navigato da pc almeno una volta nel mese di riferimento sono stati 28,6 milioni, dato che rappresenta un incremento del 3,3% rispetto al numero di utenti internet del febbraio 2012. Aumentano anche il numero degli utenti connessi a Internet, che comprende anche quegli utenti che a febbraio non hanno navigato: 41,7 milioni contro i 39,4 del febbraio 2012 (+5,9%). Rispetto ai dati dello stesso mese ma dello scorso anno, rimane praticamente invariato il tempo medio speso online per utente in un giorno medio di navigazione: 1 minuto e 27 secondi contro 1 minuto e 26 secondo del febbraio 2012; è in calo invece il numero di pagine viste per utente, sempre nel giorno medio: 142 contro le 166 del febbraio 2012; quest'ultimo dato indica quindi navigazioni medie più veloci da parte degli utenti italiani; staremo a vedere se questa indicazione si trasforma in una vera e propria tendenza nel corso del 2013. Da ricordare che tutti questi dati sono relativi agli utenti Internet italiani che hanno navigato da computer; sono quindi esclusi gli utenti che hanno navigato a febbraio solo da device mobile.

giovedì 11 ottobre 2012

Continua il duello tra Europa e Google

Qualche mese fa al centro delle attenzioni della Commissione Europea c'erano la nuova policy sulla privacy e i nuovi termini di servizio che Google aveva lanciato nel vecchio continente; ora sotto la lente d'ingrandimento delle autorità europee c'è il nodo dell'antitrust. E' vero o no che Google ha penalizzato alcune società concorrenti con l'algoritmo che determina il ranking delle pagine web tra i risultati di ricerca trovati con il suo motore? Ed è vero o no che la società di Mountain View ha addirittura impedito ad alcune società concorrenti di far comparire propri annunci pubblicitari in alcuni dei suoi servizi? Questo è quanto sostengono e hanno sostenuto alcune società competitor di Google, come riportato in questo articolo. Ora l'autorità europea per l'Antitrust sta vagliando il caso, e la società di Mountain View, forse per prevenire una multa che tra l'altro non sembrerebbe cosi consistente, ha proposto di mettere, tra i risultati di ricerca che compaiono sulle sue pagine, un'etichetta che indichi quali tra i risultati visibili fanno capo a sue società; sarebbe un atto di trasparenza, dice Google; una mossa tattica per placare gli animi e non pagare dazio, dicono i suoi competitor. Staremo a vedere come va a finire questa ennesima puntata del conflitto tra Google e il vecchio continente in materia di antitrust e trasparenza.

mercoledì 16 maggio 2012

Su Internet 27,7 milioni di italiani

Secondo gli ultimi dati disponibili comunicati da Audiweb, relativi al mese di marzo di quest'anno, sono quasi 28 milioni gli italiani che utilizzano Internet, per la precisione 27,7 milioni. E' un numero che rappresenta una crescita del 7% rispetto al marzo dell'anno scorso. Bisogna precisare che questo dato di Audiweb fotografa il panorama delle connessioni online che avvengono solo da pc, a casa, in ufficio o in altri luoghi, e che riguarda gli italiani dai 2 anni in su. Se in un mese gli italiani che hanno navigato online sono quasi 28 milioni, in un giorno medio il numero di quelli che usano Internet si aggira intorno ai 14 milioni, 13,7 milioni per la precisione; questi ultimi in media ogni giorno consultano 147 pagine a testa e stanno su Internet per 1 ora e 18 minuti. Sapete qual'è il giorno della settimana in cui ci sono più italiani online? Il lunedi, giorno in cui gli utenti che navigano online sono 14,7 milioni, ossia un milione in più rispetto al numero medio di utenti giornalieri. Dando un'occhiata alla fascia d'età degli utenti italiani che navigano su Internet nel giorno medio, troviamo una netta predominanza degli adulti d'età compresa tra i 35 e i 54 anni, 6,5 milioni in un giorno medio, seguiti dai i 25-34enni, con 2,7 milioni, gli over 55, con 2 milioni, e i giovani tra i 18 e i 24 anni, con 1,3 milioni; ma sono proprio questi ultimi a masticare più contenuto di tutti quando sono online: 193 pagine viste per un tempo medio di navigazione di 1 ora e 31 minuti.

mercoledì 9 maggio 2012

Come chiedere di non farsi tracciare con Firefox

Per chi non è contento che la propria navigazione online venga utilizzata per raccogliere dati e informazioni personali che permettano poi a siti web e società terze di fare affari migliori personalizzando sempre di più servizi e pubblicità, su Firefox c'è una possibilità in più. E' la funzione anti-tracciamento dei dati personali, che si può attivare nel browser andando ad aprire la pagina relativa alla privacy del browser, pagina che si può trovare selezionando nel menu che si trova in alto nella finestra del browser la voce Strumenti, o Firefox; una volta in questa sezione, si deve selezionare la voce Opzioni, e poi cliccare sul tab Privacy; una volta arrivati qui bisogna flaggare, o spuntare, per dirla con un termine forse più italiano, la voce Attiva l'opzione anti-tracciamento dei dati personali, che si trova sotto la parola Tracciamento. Cosa consente l'attivazione di questa funzione? In pratica è come se noi dicessimo a tutti i siti che visitiamo, tramite Firefox, che non vogliamo che loro o altre società terze raccolgano, conservino e utilizzino le informazioni che noi diamo tramite le azioni che facciamo durante la navigazione. C'è da dire però che questo non garantisce in automatico che la raccolta e l'utilizzo dei nostri dati personali non ci sia più, perché poi sta ai siti e alle società cui arriva questa sorta di segnalazione di Firefox decidere se obbedire o no; e questo è un limite della funzionalità. Inoltre, un dubbio che sorge è anche questo: a cosa serve attivare l'anti-tracciamento se poi i siti possono comunque raccogliere attraverso i cookies le informazioni sulla nostra navigazione? Si può rispondere: allora non accettiamo i cookies; ho provato a farlo. Risultato? Non si riesce più ad accedere ai servizi di Google per esempio...

giovedì 26 aprile 2012

Google Drive, la condivisione dei documenti targata Google

Google ha annunciato la nascita di Google Drive, il servizio per l'archiviazione e la condivisione di documenti online in modalità cloud; quel tipo di servizio che, tanto per intenderci, offrono anche i vari Dropbox, iCloud, Wuala, Sugarsync, etc. Google Drive permetterà agli utenti di avere gratuitamente uno spazio di 5 gigabyte dove poter caricare, archiviare e condividere con chi si vuole ogni tipo di documento; se poi qualcuno avesse bisogno di più spazio, c'è la possibilità di prenderselo a pagamento; i costi? 2,49 $ al mese per passare da 5 a 25 gigabyte, 4,99 $ al mese per avere invece 100 gigabyte, mentre per avere 1 terabyte a disposizione si dovranno pagare 49,99 $ al mese; chi paga qualcuna di queste cifre per aumentare il proprio spazio su Google Drive, sembra che vedrà aumentato anche il proprio spazio su Gmail. Google Drive è collegato sia con Google+ che con Google Docs; la prima integrazione permette di condividere direttamente da Google Drive i propri documenti con i propri contatti di Google+; la seconda di lavorare a più mani su documenti salvati e condivisi su Google Drive mantenendo sincronizzate tutte le modifiche e le aggiunte che vengono effettuate. Alcune particolarità di questo nuovo servizio di cloud storage targato Google sono lo screen reader per permettere l'utilizzo dell'applicazione anche ai non vedenti, e lo scansionamento e l'indicizzazione dei documenti caricati su Google Drive per permettere di trovare più facilmente ciò che si vuole attraverso una ricerca con parole chiave; qui è possibile vedere un breve video di presentazione di Google Drive.

mercoledì 18 aprile 2012

Continua la rincorsa di Google a Facebook

A oggi gli utenti registrati su Google+ nel mondo sono circa 180 milioni; quelli di Facebook sono circa 850 milioni. Un bel divario, ma che Google vuole cercare di colmare il più in fretta possibile; e anche se di strada da fare, per avvicinarsi ai numeri di Facebook, ce n'è ancora tanta, è anche vero che in pochi mesi Google+ ha avuto tassi di crescita molto alti che fanno ben sperare la società di Mountain View. Proprio nell'ottica di accorciare la distanza che lo separa da Facebook, recentemente Google+ ha rinnovato le pagine personali degli utenti registrati, cercando di renderle più intuitive e più funzionali. Spostamento delle icone con le principali funzionalità del social network dalla parte superiore della pagina alla colonna di sinistra, un po' a mo' di menu, video-ritrovi più facili da realizzare, possibilità di caricare immagini più grandi e di qualità nella propria pagina; queste solo alcune delle modifiche apportare da Google+ nella sua ultima versione. E per colmare il gap che lo separa da Facebook, Google+ non conta solo sull'ottimizzazione del proprio social network, ma, forse ancora di più, sulla maggiore integrazione tra Google+ e gli altri servizi di Google, integrazione che ha visto proprio un'accellerata in queste ultime settimane.

giovedì 12 aprile 2012

Quali Instant Messenger si usano in Cina?

Qui da noi si usano prevalentemente Skype e Msn Messenger, ossia i servizi di Microsoft, ma in Cina, quali Instant Messenger si usano? Osservando un grafico in cui vengono riportati gli utenti mensili dei 10 più importanti servizi di questo tipo diffusi nel grande paese asiatico nel 2011, si nota che, guarda caso, ai primi 3 posti ci sono 3 Instant Messenger cinesi; Msn Messenger è solo 4° e Skype solo 7°. Ecco i dati nel dettaglio. L'Instant Messenger più usato è QQ, il servizio del famoso portale cinese Tencent, che ha avuto nel 2011 poco più di 374 milioni di utenti; al secondo posto Ali WangWang IM, del noto sito di e-commerce B2B cinese Alibaba, con poco più di 132 milioni di utenti; sull'ultimo gradino del podio Feixin, o Fetion, della compagnia di telefonia mobile cinese China Mobile, con poco meno di 79 milioni di utenti; Msn Messenger è stato usato invece da circa 32,5 milioni di utenti, mentre Skype ha avuto l'anno scorso meno di 9 milioni di utenti. Non stupisce che i servizi di Instant Messaging più utilizzati in Cina siano cinesi, in quanto ciò è in linea con la strategia di difesa e promozione delle aziende nazionali del governo cinese rispetto alle multinazionali straniere, che influenza pesantemente molti mercati e molti settori; bisognerà vedere se in futuro, ipotizzando che intano il mondo continui a cambiare, sarà più veloce l'espansione internazionale di questi players cinesi o la penetrazione nel mercato cinese dei player esteri.